
La seconda giornata del laboratorio si è svolta camminando per il Quartiere e toccando quelle tappe che erano state decise durante la riunione precedente. Grazie ai ricordi di chi ha vissuto l'infanzia tra quelle strade abbiamo potuto scoprire aspetti del Quartiere che non conoscevamo.
Il percorso è partito da Viale Cartagine dove si è riflettuto sullo spazio “sprecato” tra le due carreggiate, una lunga striscia di verde non curato e il grande spazio destinato ai marciapiedi poco frequentati;
Percorrendo poi Viale Opita Oppio, Via Laterensi e la Tuscolana, siamo poi andati a visitare due piazzette vicine ma molto diverse tra loro, Piazza del Quadraretto e la Piazza su via dei Levii (piazzetta del Sert). Una, più piccola, presenta un minimo di progettazione con la realizzazione di rampe per disabili, due panchine e un'altalena per bambini, l'altra, più grande, è invece quasi del tutto abbandonata e lasciata alla libera iniziativa dei cittadini che si riuniscono lì per giocare a carte portandosi da casa sedie e tavoli, nonostante non sia molto pulita e sia frequentata da tossicodipendenti e ubriachi.
Il passaggio tra il Quadraro “nuovo” e il “vecchio” avviene sotto la Tuscolana tramite un "tunnel" pedonale poco illuminato e sporco, che però notiamo essere molto utilizzato, vista la rapidità con la quale si riesce a passare da una zona all'altra senza dover attraversare la Tuscolana. Al di là del Tunnel vive l'altra parte storica del Quadraro. Passeggiando ci rendiamo subito conto delle grandi differenze tra le due zone per struttura urbanistica e tipologie di fabbricati: ci sono meno spazi "vuoti" e più verde, orti urbani e cortili di vecchie abitazioni alcune spesso malridotte ma comunque molto affascinanti.
Mentre fantastichiamo in quale abitazione ci piacerebbe vivere, scopriamo il Parco dei Ciliegi (non accessibile per lavori in corso), la casa del Dott. Mosca, via dei Quintili, Via dei Ciceri, il grande campo inutilizzato del Centro Arnaldo Canepa fino ad arrivare a largo Pettazzoni, esempio di recupero urbano di successo unito ad un forte senso di appartenenza territoriale degli abitanti, come testimoniato dal grande murales che celebra i protagonisti della vita del quartiere.
Infine, riavvicinandoci alla Tuscolana, il Parco XVII Aprile con il grande mausoleo detto “Monte del Grano” putroppo inaccessibile e quasi impossibile da visitare internamente. Ci soffermiamo a riflettere sullo stato di degrado del Parco, nonostante sia molto frequentato da grandi e piccoli e sia anche l'area in cui sorge un centro anziani.
Aggiungerei anche lo spazio all'incrocio tra Via dei Sulpici e Via Egero Levio. Potrebbe essere una bella piazza se non ci fosse proprio in mezzo un capannone abbandonato.
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